Archive for May, 2008

La raccolta differenziata

Ricordo che sul sito dell’Amiat (Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino) è disponibile l’ecovademecum, una guida alla raccolta differenziata in città.

http://www.amiat.it/images/File/ComunicazioneEsterna/ecovademecum_scalare.pdf 

Nuovi impianti ed energia prodotta. L’eolico ha sorpassato il nucleare

Il 2007 è stato l’anno del sorpasso: a livello globale, dal punto di vista dei nuovi impianti, l’eolico ha battuto il nucleare. L’anno scorso sono stati installati 20 mila megawatt di eolico contro 1,9 mila megawatt di energia prodotta dall’atomo. E’ un trend consolidato da anni e destinato, secondo le previsioni, a diventare ancora più netto nei prossimo quinquennio. Ma non basta. Per la prima volta l’eolico ha vinto la gara anche dal punto di vista dell’energia effettivamente prodotta. I due dati non coincidono perché le pale eoliche funzionano durante l’anno per un numero di ore inferiore a quello di impianto nucleare e dunque, a parità di potenza, producono meno elettricità.

“La novità è che, anche tenendo conto di questo differenziale di uso, nel 2007 l’eolico ha prodotto più elettricità del nucleare”, spiega Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club. “E gli impianti eolici che verranno costruiti nel periodo 2008 - 2012, quello che chiude la prima fase degli accordi del protocollo di Kyoto, produrranno una quantità di elettricità pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare. Se poi nel conto mettiamo anche il solare fotovoltaico e termico possiamo dire che, tra il 2008 e il 2012, il contributo di queste fonti rinnovabili alla diminuzione delle emissioni serra sarà almeno 4 volte superiore al contributo netto prodotto dalle centrali nucleari costruite nello stesso periodo”.

La tendenza è consolidata anche dal risveglio del gigante americano. Il 30 per cento di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 negli Usa viene dal vento e il dipartimento federale dell’energia prevede che entro il 2030 l’eolico raggiunga negli States una quota pari al 20 per cento dell’elettricità creando un’industria che, con l’indotto, darà lavoro a mezzo milione di persone. E’ un dato in linea con l’andamento di paesi europei come la Danimarca (21 per cento di elettricità dall’eolico), la Spagna (12 per cento), il Portogallo (9 per cento), la Germania (7 per cento).

Nonostante le scelte dell’amministrazione Bush, che ha incentivato con fondi pubblici la costruzione di impianti nucleari, negli Stati Uniti l’energia dall’atomo resta invece ferma, sia pure a un considerevole livello, da trent’anni: l’ultimo ordine per una nuova centrale risale al 1978. Nell’aprile scorso sono stati annunciati impegni per 38 nuovi reattori nucleari, ma è molto probabile che il numero scenda drasticamente, come già è avvenuto in passato, nel momento in cui si passa alla fase dei conti operativi: le incertezze legate ai costi dello smaltimento delle scorie, ai tempi di realizzazione e allo smantellamento delle centrali a fine vita hanno rallentato la corsa dell’atomo.

In attesa della quarta generazione di reattori nucleari, che però deve ancora superare scogli teorici non trascurabili e non sarà pronta prima del 2030, le stime ufficiali prevedono una diminuzione del peso del nucleare nel mondo. La Iea (International Energy Agency) calcola che nel 2030 la quota di elettricità proveniente dall’atomo si ridurrà dall’attuale 16 per cento (è il 6 per cento dal punto di vista dell’energia totale) al 9-12 per cento.

Repubblica, 23-05-2008

La distruzione delle mangrovie tra le cause del disastro birmano

Per stessa ammissione del governo, il maggior numero di vittime del ciclone va imputato, più che al forte vento (180 chilometri orari), alle gigantesche onde che si sono abbattute sul delta del fiume Irrawaddy, senza che vi fosse nulla a impedirlo.

A cominciare dalle mangrovie. La distruzione delle foreste costiere di questo albero robusto e sempreverde risale a 150 anni fa, in piena epoca coloniale, quando si decise di destinare l’intera area alla coltivazione del riso e all’allevamento di pesci e gamberi. Situazione aggravata, negli ultimi decenni, dal sorgere spregiudicato di villaggi e impianti di estrazione petrolifera.

Surin Pitsuwan, segretario generale dell’Asean (l’associazione delle nazioni del sud est asiatico), riunita a Singapore, ha indicato nell’intervento umano una delle principali cause del disastro birmano. “La presenza delle mangrovie nei delta dei fiumi è strategica - ha sottolineato Pitsuwan - oltre a proteggere dalle onde, evita che l’acqua salata inondi i terreni fertili dell’entroterra. Distruggendo le barriere naturali, abbiamo permesso alla natura di appropriarsi di tante vite umane”. Dalle 62mila alle 100mila, stando agli ultimi dati delle Nazioni Unite.

A dimostrazione dell’utilità delle foreste di mangrovia sulle coste asiatiche, la testata inglese Indipendent ricorda il caso di un villaggio dello Sri Lanka colpito dallo tsunami del dicembre 2004; lì, grazie alle barriere naturali, morirono solo due persone, a fronte delle oltre 6mila di un villaggio vicino, non protetto.

Anche per questo, molti governi di paesi che affacciano sull’Oceano indiano sono corsi ai ripari, stanziando fondi per il reimpianto di foreste e di altre difese naturali. Delegando alla mangrovia, e alla sua solida radice, il naturale compito di scongiurare future ecatombe.

Repubblica, 13-05-08

I tempi stanno cambiando

Segnaliamo la mostra “I tempi stanno cambiando. Come varia il clima: conoscenze attuali e scenari futuri” allestita presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino dal 18 marzo al 30 ottobre 2008.

www.regione.piemonte.it/museoscienzenaturali

Uniamo le energie

Sabato 24 maggio si terrà a partire dalle h 9,30 presso il Palavela di Torino l’incontro “Uniamo le energie”, organizzato dalla Regione Piemonte. Nel pomeriggio sarà possibile visitare i desk informativi sui temi dell’energia in piazza Vittorio Veneto e, per finire, dalle h 21, nella stessa piazza, si esibiranno i Subsonica.

Per info: www.regione.piemonte.it/energia

Altro link utile: www.sustenergy.org 

Voler bene all’Italia

Domenica 11 maggio è Voler bene all’Italia,  la festa nazionale dei piccoli comuni: iniziative lungo tutto lo stivale per conoscere e apprezzare le eccellenze dei piccoli centri.  Incastonati in paesaggi incantevoli, ricchi di opere d’arte e saperi antichi che si fondono con la capacità d’innovazione: sono i piccoli centri italiani, laboratori dove sta crescendo un’economia dolce e lo sviluppo sostenibile. Domenica 11 maggio condividono con tutti coloro che desiderano visitarli tradizioni e nuove proposte organizzando eventi in ogni regione. Dalle Alpi alle Madonie tante occasioni per conoscere ad apprezzare tutta la vitalità della piccola grande Italia.

http://www.piccolagrandeitalia.it/documenti/VBI2008/festa_11_maggio.php