Ne ha parlato durante la campagna elettorale, lo ha ribadito nel discorso di insediamento e lo ha esplicitato nella sua agenda di presidenza: gli USA hanno bisogno di un cambiamento svolta nelle politiche ambientali.

L’indipendenza energetica sembra essere il fattore scatenante di questo nuovo approccio, ma il messaggio che ne scaturisce è più forte: finalmente il governo degli Stati Uniti si occupa di ambiente, salvaguardia ambientale, energie pulite.

Ecco gli argomenti principali relativi allo sviluppo sostenibile presenti nell’Agenda presidenziale:

Economia: raddoppiare la produzione di energia alternativa nei prossimi tre anni, modernizzare più del 75% degli palazzi federali e migliorare l’efficenza energetica di due milioni di case americane

Energia e Ambiente: aiutare la creazione di cinque milioni di posti di lavoro con l’investimento di 150 bilioni di dollari in dieci anni in opere private destinate alla costruzione della futura energia pulita; entro 10 anni conservare più petrolio di quanto attualmente ne viene importato da Venezuela e Medio Oriente; immettere un milione di macchine ibride nelle strade entro il 2015; fare in modo che il 10% dell’energia provenga da fonti rinnovabili entro il 2012 e il 25% entro il 2025; implementare il programma economico cap-and-trade per ridurre le emissioni di gas serra dell’ 80% entro il 2050

Plitica Estera: rendere gli Stati Uniti il Paese leader nella lotta contro i cambiamenti climatici

Povertà: creare nuove opportunità occupazionali attraverso le cosidette “professioni verdi”

Agricoltura: adottare regole restrittive sulla produzione di inquinamento da parte di allevamenti di bestiame con multe per coloro che superano gli standard previsti e supporto al controllo locale; promuovere l’agricoltura biologica e locale; aumentare gli incentivi a favore di proprietari terrieri e agricoltori che praticano un’agricoltura sostenibile e proteggono le zone umide, i pascoli e le foreste; promuovere la leadership delle campagne statunitensi nella produzione di biocarburanti

Tecnologia: investire nello sviluppo e nell’impiego di energia ecocompatibile

Poliche urbane: investire nella formazione di una forza lavoro specializzata in “tecnologie pulite”; costruire comunità più vivibili e sostenibili (privilegiare spostamenti a piedi, in bici o trasporti alternativi all’auto privata)

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